Collection Peter Greenaway
Regia: Peter Greenaway
Con Bernard Hill, Joan Plowright, Juliet Stevenson, Joely Richardson, Julia Ormond, Ralph Fiennes, Philip Stone, Jonathan Lacey , Vivian Wu, Yoshi Oida, Ken Ogata, Hideko Yoshida, Ewan McGregor
Anno: 1988
Durata: 336'
Extra: Booklet, Intervista a Alessandro Bencivenni
Collection Peter Greenaway
La storia contemporanea di tre donne che uccidono i rispettivi mariti; la vicenda teatrale di una ragazza alla corte di Cosimo de’ Medici che si finge vergine e madre emulando la Madonna; i rituali calligrafici di una fanciulla giapponese che si fa dipingere il corpo dai suoi numerosi amanti. Riuniti per la prima volta in un unico cofanetto, quattro capolavori che variano nello spazio e nel tempo, uniti dallo stile inconfondibile dell’artista-cineasta inglese Peter Greenaway, uno degli autori più singolari degli ultimi trent’anni, che ha sempre spaziato tra narrazione, sperimentazione e installazione. Il cineasta inglese è un insuperabile creatore di immaginari surreali e barocchi, alimentati dal gusto per la citazione, dal piacere per la provocazione, dalla raffinatezza visiva e dal culto per i rebus, gli enigmi e i simboli.
Contiene:
- Giochi nell’Acqua (1988) – Presentato in concorso al Festival di Cannes, dove ha vinto il premio per il Miglior contributo artistico, Peter Greenaway firma una black comedy ironica e grottesca. Tre donne di generazioni diverse, tutte con lo stesso nome, eliminano i rispettivi mariti facendone passare la morte per incidente, con la complicità di un medico legale, in un gioco crudele di desiderio, potere e controllo.
- Il Bambino di Macon (1992) – Presentato fuori concorso al Festival di Cannes, Peter Greenaway costruisce un film cupo e teatrale in cui fede, desiderio e potere si intrecciano in una feroce riflessione sulla rappresentazione. In una comunità segnata da superstizione e controllo, la nascita di un bambino diventa culto, sfruttamento e violenza, in un gioco crudele che travolge ogni innocenza.
- I Racconti del Cuscino (1996) – Presentato a Cannes e con un giovane Ewan McGregor, Peter Greenaway costruisce un film sensuale e raffinato ispirato alla scrittrice giapponese Sei Shōnagon. Scrittura e corpo si fondono in un gioco visivo e narrativo in cui la pelle diventa superficie da incidere e leggere. Una donna attraversa relazioni e ossessioni trasformando il desiderio in gesto artistico e forma di controllo.
- Otto donne e 1/2 (1999) – Presentato in concorso al Festival di Cannes, Peter Greenaway costruisce un film labirintico e provocatorio che intreccia eros, gioco e citazione cinefila. In una villa isolata, un padre e un figlio trasformano il desiderio in messa in scena, dando forma a una serie di figure femminili che incarnano fantasie, ossessioni e artifici, in un dispositivo che riflette sul cinema e sul piacere dello sguardo.



