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Collection Enzo Nasso

Collection Enzo Nasso

Collection Enzo Nasso

Aden (1963) – Regia: Roberto Malenotti. Una panoramica fatta negli anni ’50 sulla città di Aden, situata a sud dello Yemen, crocevia del commercio marittimo, grazie al suo porto e alla quasi inesistenza di dazi e tasse doganali, teatro di incontri tra etnie e culture da tutto il mondo.

Braccianti (1963) – Regia: Axel Rupp. Una giornata di lavoro di una famiglia di braccianti della terra nelle campagne di Aliano in Lucania, provincia di Matera: la vita rurale in questi luoghi è rimasta la stessa da secoli.

Emilio Greco (1963) – Regia: G. F. Alliata. Breve panoramica sull’opera di Emilio Greco, artista siciliano di fama internazionale, maestro del disegno e della scultura. Le sue figure eleganti e sensuali coniugano classicismo e modernità, rivelando una profonda ricerca formale e poetica.

Fine di un’epoca (1963) – Regia: Axel Rupp. Nel giorno del funerale di Palmiro Togliatti, cui parteciparono migliaia di persone, si chiude simbolicamente un’intera epoca della storia italiana: un cortometraggio che cattura il passaggio da un ideale collettivo a una nuova stagione di incertezze e cambiamenti.

Il Papa della pace (1963) – Regia: Roberto Nasso. Breve racconto del giorno dopo la morte di Papa Giovanni XXIII, il “Papa della pace”, ricordato per il suo impegno civile, politico e spirituale nel nome della pace. Il breve film ritrae il cordoglio collettivo, espresso anche da figure lontane dalla Chiesa, unite nel ricordo di un pontificato fuori dal comune.

Ultimo incontro (1963) – Una coppia si incontra in macchina su un punto panoramico della città. Ma l’atmosfera intima lascia presto spazio a tensioni irrisolte: quello che sembrava un momento romantico si trasforma in un confronto carico di silenzi, fratture e parole non dette.

Cronaca bianca (1964). Racconto di denuncia di un grave problema del sistema sanitario: l’affollamento degli ospedali e la conseguente mancanza di posti letto al loro interno. Un uomo anziano e malato attraversa Roma per recarsi all’ospedale di San Giovanni in Laterano, ma una volta arrivato viene rifiutato.

Il gioco (1964). Un gruppo di bambini inscena una finta guerra tra giochi e finzioni, ma i loro gesti, le parole e le dinamiche di potere rivelano quanto quella rappresentazione sia vicina alla realtà. In un mondo in cui la violenza si apprende presto, il confine tra gioco e verità si fa sempre più sottile.
Dissenso – Regia: Nino Celeste. Breve panoramica della carriera di Picasso, ponendo l’accento sulle influenze di Matisse, Cézanne e Braque e sulla sua grande capacità di assimilazione e reinterpretazione delle varie correnti.

Edili – Regia: Ennio Lorenzini. Il lato oscuro del boom economico degli anni ’60: il focus è sulle disastrose condizioni di lavoro degli operai edili, dalle interminabili ore di lavoro giornaliere, alla paga da fame, fino alla totale assenza di misure di sicurezza sul lavoro, che portò innumerevoli infortuni e morti.

Festa nella Bassa (1966). Ritratto di una domenica di festa nella Bassa Emiliana, tra atmosfere rurali e tradizioni popolari, accompagnato da una riflessione critica sull’impatto dell’industrializzazione: dall’omologazione culturale alla progressiva scomparsa dell’artigianato e del folklore locale.

I pensionati (1966). Una denuncia al grave problema sociale delle pensioni degli anziani, che dopo una vita intera passata a lavorare, sono abbandonati dai sindacati e dagli istituti di previdenza.

Inchiesta a Grassano (1966) – Regia: Lino Miccichè. Fotografia della Grassano degli anni ’60, paese lucano dove Carlo Levi visse il primo anno del suo confino. Il film mostra la povertà diffusa, l’arretratezza sociale e culturale e l’emigrazione crescente dei suoi abitanti in cerca di un futuro migliore.

L’arsenico lascia traccia (1966)- Regia: Vittorio Nevano. Diventare una spia come 007 è il sogno di molti, anche di persone insospettabili: da un giovane con vistosi tic a un’anziana casalinga. Un’ironica esplorazione del mito dell’agente segreto, che svela desideri, fragilità e fantasie di chi aspira a una vita fuori dall’ordinario.

La chirurgia stereotassica (1966) – Regia: Vittorio Armentano. Testimonianza dei risultati della chirurgia stereotassica, tecnica innovativa che utilizza la stimolazione elettrica per alleviare i sintomi di malattie neurologiche come il morbo di Parkinson. Il documentario mostra le fasi di un intervento reale su un paziente, tra scienza, speranza e progresso medico.

La condizione operaia (1966) – Regia: Carlo Striano, Luigi Bartoccioni, Isa Crescenzi. Aspra denuncia delle condizioni dei muratori dell’industria edilizia romana degli anni ’60: vite ai margini, tra baracche di periferia e attese per una casa popolare, scandite da ritmi di lavoro insostenibili, alimentazione povera, scarso riposo, paghe misere e nessuna sicurezza. Un sistema che portava spesso a gravi infortuni o alla morte sul lavoro.

I funghi (1967) – Regia: Riccardo Tortora. Un susseguirsi di immagini di vita borghese introducono al parallelismo tra consumatori, schiavi dell’ “oggetto”, e i funghi.

Il Taigeto – Regia: Vittorio Armentano. Racconto dell’evoluzione della chirurgia pediatrica nella cura delle malformazioni infantili, che spesso consente di salvare vite. Al centro, le immagini toccanti di un intervento chirurgico su un bambino affetto da una grave patologia renale.

Itinerario Slovacco. Ritratto vivido degli usi, costumi e ritualità quotidiane nella Cecoslovacchia socialista, con particolare attenzione alla vita a Bratislava. Tra tradizioni popolari, feste civili e dinamiche collettive, il film esplora come la cultura e l’identità si esprimano anche sotto un regime totalitario.

Noi – Regia: Enzo Nasso. Uno sguardo corale sull’Italia degli anni ’60, attraverso ritratti fugaci di uomini e donne colti tra intimità quotidiana e vita pubblica. Un racconto evocativo che, tra dettagli, volti e atmosfere, restituisce l’identità di un’intera società in piena trasformazione.

Paese in mutande – Regia: Giuseppe Bilardi. Breve e ironica riflessione sul concetto di “buon costume” balneare: su un litorale del basso Adriatico sembra che il tempo si sia fermato, tra regole rigide, costumi castigati e un’idea di decoro che appartiene a un altro secolo. Un ritratto curioso di un’Italia ancora ancorata al passato.

Piazza Asfia – Regia: Paolo Brunatto. In un villaggio tunisino segnato da povertà e rovine, frammenti di vita quotidiana si mescolano alla desolazione. Tra le macerie, spiccano immagini sacre dell’Islam abbandonate nella polvere: una visione potente e simbolica di fede, decadenza e resilienza.

Rapporto Familiare – Regia: Agostino Bonomi. Un legame madre-figlia nel 1963, tra visioni del mondo lontane e approcci alla vita segnati dal proprio tempo. Due generazioni a confronto, tra incomprensioni, affetto e il lento cambiamento della società.

Ritratto del padre (1967) – Regia: Camillo Bazzoni. Un intenso ritratto di un padre consumato da miseria e scelte sbagliate. La sua esistenza, segnata da rimpianti e solitudine, scorre tra il gelo e l’aridità che diventano metafora del tempo, restituendo l’immagine di una vita sospesa tra sopravvivenza e fallimento.

Sassi di Matera. Una brutale denuncia delle condizioni di vita a Matera e nei dintorni, dove molti abitanti ancora vivono nelle grotte come secoli fa. L’assenza delle istituzioni li condanna a un’esistenza segnata da miseria, mancanza di igiene, cibo, lavoro e prospettive per il futuro.

Sedici anni dopo Melissa – Regia: Mario Carbone. Cronaca delle rivolte contadine esplose in Calabria alla fine degli anni ’40, represse con durezza dalla polizia e costate numerose vittime. Il sacrificio dei rivoltosi portò nel 1950 alla Riforma Agraria. Sedici anni dopo, il film indaga le condizioni di vita dei contadini di Melissa (KR), tra memoria e presente.

Sidi Bon Said – Regia: Romano Scavolini. Immagini affascinanti da Sidi Bou Said, perla a nord di Tunisi, tra scene di vita quotidiana e paesaggi mozzafiato. La presenza di due giovani turiste, con abitudini e costumi in forte contrasto con quelli locali, diventa spunto di riflessione sul dialogo e lo scontro tra culture

Trasformazioni marine (1966) Uno sguardo distante e implacabile osserva una folla di bagnanti, rivelando dietro l’apparente spensieratezza una società uniformata. Nelle sue riflessioni si insinua una lucida critica al conformismo imposto dal consumismo dilagante, che modella anche i gesti più quotidiani, come il semplice andare al mare.

Solitudine (1967) Immagini evocative di Roma, tra scorci monumentali e frammenti quotidiani, si intrecciano ai pensieri intimi di un uomo che riflette sul tempo, sulla memoria e sulla solitudine. Un viaggio visivo e interiore che trasforma la città eterna in specchio di un’anima sospesa tra passato e presente.

Stoccolma un giorno (1967) – Regia: Alfredo Leonardi Un’immersione nel cuore pulsante di Stoccolma negli anni ’60, un’epoca di cambiamenti e contrasti, dove modernità e tradizione si intrecciano in un’atmosfera vibrante.

Living and Glorious (1967) – Regia : Leonardi Alfredo. Uno sguardo ravvicinato alla compagnia newyorkese del Living Theatre, celebre per le sue performance radicali fondate su improvvisazione, libertà espressiva e rottura delle convenzioni. Un viaggio dentro un teatro politico e sperimentale che ha segnato un’epoca.

Una città per vivere – Regia: Ennio Lorenzini. Un nuovo sguardo su uno dei lati oscuri del boom economico italiano: la vita nelle periferie e nelle borgate delle grandi città, dove il sogno di progresso si scontra con povertà, emarginazione e disagio sociale. Un racconto lucido e partecipe che illumina le contraddizioni di un Paese in rapida trasformazione

Medioevo e arti minori – Viaggio nella storia artistica della Puglia tra XI e XIII secolo: dalle influenze normanne alle maestose cattedrali romaniche, dall’arte bizantina amata dai locali al rigetto dello sfarzo imposto da Carlo d’Angiò. Un racconto di identità culturale e resistenza attraverso l’architettura e l’estetica.

Una lettera – L’attesa snervante di una lettera diventa il fulcro di un racconto sospeso tra desiderio, inquietudine e silenzi. Ogni gesto si carica di tensione, mentre il tempo sembra dilatarsi fino a un finale enigmatico, dove restano solo le domande e il peso dell’attesa.

Uomini sulla Terra – Regia: Enzo Nasso. Dalle assolate riviere ioniche alle montagne silane, il cammino di una transumanza diventa un viaggio nel tempo e nella memoria della Calabria. Attraverso paesaggi, volti e tradizioni, si intrecciano storie di fatica e cambiamento, restituendo l’immagine di una terra in equilibrio tra passato contadino e modernità in arrivo.

Musica in Corso – Regia: Alfredo Leonardi. Un viaggio ipnotico tra suoni, silenzi e visioni che ha per protagonista John Cage, musicista e pensatore tra i più radicali e influenti del Novecento. Un ritratto suggestivo che restituisce la forza visionaria delle sue idee e l’impatto rivoluzionario del suo approccio alla musica e all’arte.
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