Presentato in concorso al Festival di Cannes, Peter Greenaway costruisce un film labirintico e provocatorio che intreccia eros, gioco e citazione cinefila. In una villa isolata, un padre e un figlio trasformano il desiderio in messa in scena, dando forma a una serie di figure femminili che incarnano fantasie, ossessioni e artifici, in un dispositivo che riflette sul cinema e sul piacere dello sguardo.