Premiato come miglior film al Festival di Venezia, racconta la storia di Kotoko, una giovane madre single affetta da diplopia, che percepisce cioè due immagini per ogni persona e oggetto, con la grave conseguenza di non riuscire a distinguere cosa esista realmente e cosa sia frutto della sua immaginazione. Ad aggravare la sua precaria condizione mentale ci sono i pianti del bambino e le cure costanti che richiede. La quiete arriva solo durante il canto o in campagna.