Raro Press

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  • Alice - Maestro Svankmaier, di Dario Zonta
    l'Unità, 12 Aprile 2012 
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  • My beautiful Laundrette
    Digital Video, Aprile 2012 
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  • Industrial Symphony N.1/Lynch One, di Carolina Crescentini
    Rolling Stone, Aprile 2012 
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  • Alice, a cura di Manlio Gomarasca
    Nocturno, Aprile 2012 
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  • John Cassavetes, a cura di Gabriele Spila
    Vivilcinema, marzo - aprile 2012 
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  • Da "Ombre" a "La sera della prima", ecco il genio Cassavetes, a cura di Paola Casella
    Europa, 10 marzo 2012 
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  • Cassavetes in DVD, a cura di Claudio Bartolini
    Film TV, 6 marzo 2012 
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  • Before the Rain - Prima della pioggia, a cura di Luigi Lozzi
    Digital Video, Marzo 2012 
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  • "More - Di più, ancora di più" di Barbet Schroeder, a cura di Salvatore Iorio
    CNN Italy, 26 febbraio 2012 
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  • "All'armi siam fascisti!" in dvd RaroVideo, a cura di Salvatore Iorio
    CNN Italy, 27 febbraio 2012 
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  • Ritorna il primo Brass "Quell'esistenzialismo anticamera dell'eros", a cura di Matteo Giancotti
    Corriere del Veneto, 13 gennaio 2012 
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  • Il Confomista, a cura di Vincenzo Patanè
    Pride, Gennaio 2012 
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  • The Addiction, a cura di Valerio Sammarco
    La rivista del Cinematografo, luglio-agosto 2012 
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  • The Addiction, a cura di Gabriele Spila
    Vivilcinema, luglio-agosto 2012 
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  • Benvenuti a Sarajevo, a cura di Valerio Sammarco
    La rivista del Cinematografo, Maggio 2012 
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  • "Ladybird Ladybird" e "Piovono pietre", a cura di Gabriele Spila
    Vivilcinema, luglio-agosto 2012 
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  • Là-Bas, educazione criminale, a cura di Valentina Torlaschi
    Total film, novembre 2012 
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  • Il dvd di "Piovono pietre", a cura di Antonello Rodio
    Movieplayer, 21.02.2012 
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  • Mean Street. Recensione, a cura di Francesco Lomuscio
    Everyeye, 20.02.2012 
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  • Il dvd di "Mean Streets", a cura di Antonello Rodio
    Movieplayer, 21.02.2012 
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  • "Pioggia d'autore", a cura di Claudio Bartolini
    FilmTV 
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  • "All'armi siam fascisti!", un film attuale. A cura di Paolo Caroli
    l'Adige, 4 Marzo 2012 
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  • "Un viaggio nell'abisso firmato Abel Ferrara", a cura di Andrea Silenzi
    XL di Repubblica, Marzo 2012 
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  • "Il cattivo Keitel", a cura di Valerio Sammarco
    La rivista del Cinematografo, Marzo 2012 
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  • "Abel Ferrara. L'arte degli eccessi di un vagabondo cinico e violento", a cura di Andrea Maioli
    Il Resto del Carlino, 7 Aprile 2012 
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  • All'armi siam fascisti
    Satisfiction, Gennaio 2012 
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  • All'armi siam fascisti, a cura di Dario Zonta
    Il Mucchio Selvaggio, Gennaio 2013 
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  • Cult da conservare. Lo Scorsese "neorealista" e Pacino in Alaska_Mean Streets_
    Il resto del Carlino_12 Febbraio 2012 
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  • Sbatti il mostro in prima pagina_INXS
    Gennaio 2012 
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  • il Mostro sopra le pagine_Sbatti il mostro in prima pagina_FilmTV
    Gennaio 2012 
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  • In dvd Minerva Pictures “Radici”, viaggio nella musica di Enzo Gragnaniello
    effettonapoli.it,  by Salvatore Iorio
    http://www.effettonapoli.it/spettacolo/in-dvd-minerva-pictures-radici-viaggio-nella-musica-di-enzo-gragnaniello/


    È disponibile in dvd Rarovideo/Minerva Pictures (€ 9,90) il bel documentario di Carlo Luglio, Radici, ritratto a tutto tondo di Enzo Gragnaniello (Photo©MichelaIaccarino) attraverso la sua musica (già presentato con successo alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia 2011). Il viaggio nella musica di questo musicista dalla voce così peculiare, dall’inconfondibile timbro roco, che fa il paio con il lirismo denso dei suoi testi e la policromia strumentistica con cui spesso adorna i suoi arrangiamenti, è organizzato da Carlo Luglio (già autore di Capo Nord e del primo lavoro prodotto dalla “Figli del Bronx” di Gaetano Di Vaio, Sotto la stessa luna, 2003), qui anche sceneggiatore, con intelligenza e gusto del racconto, in un’opera che è un interessante ibrido tra il documentario musicale e il videoclip, con squarci di fiction che vedono Gragnaniello, novello Dante alla ricerca del sé stesso musicale e umano in un divertito percorso (dislocato tra i magnifici décor naturali delle rovine greco-romane dei Campi Flegrei, del lago d’Averno, di Bacoli, Seiano, Cuma, oltre alla stessa Napoli), accompagnato da vecchi e nuovi amici musicali, James Senese, il percussionista Tony Cercola (nelle vesti di un Virgilio/Caronte molto sui generis), Franco Del Prete, Piero Gallo, Riccardo Veno, Enzo Moscato ed altri, divertiti complici di un artista «dal ritmo soul, lo spirito rock e l’anima mediterranea», pretesto per ascoltare le sue canzoni (ricordiamo la splendida Cu’ mme, scritta per gli indimenticabili Roberto Murolo e Mia Martini, l’accorata Alberi cantata in duetto con Ornella Vanoni, e tanti altri magnifici brani, noti e meno noti) ma anche per ragionare sull’anima musicale, eterogenea e multietnica, della Napoli contemporanea, crocevia di culture e suoni differenti, come pure laboratorio di rivisitazione della sua straordinaria tradizione classica; tutti elementi che la musica di Gragnaniello ha fatto propri e che continua a rielaborare in un’esperienza artistica che è un’instancabile ricerca alle radici di sé stesso e dell’essere artisti.
    Per info: http://www.rarovideo.com/Page.asp?id=401&A501=&titolo=Radici#!prettyPhoto[Gallery]/0/

     
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  • Il Conformista - Greeting e Hi Mom, di G. Spila. "Vivilcinema", maggio - giugno 2012
     
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  • "Another Happy Day" di Sam Levinson. Rolling Stones, OTTOBRE 2012

    Lynn (Una Ellen Barkin sfatta) torna nella casa paterna per il matrimonio di uno dei figli. Alla riunione c'è l'ex marito con una nuova moglie (Demi Moore, perfetta nel giocare con la propria immagine). Situazione ideale per risvegliare traumi mai risolti, e confronti intergenerazionali che suonano come duelli all'ultimo sangue. Nessuno si salva, né trova la propria strada. Miglior sceneggiatura al Sundance, debutto inedito da noi, corale; è bello ritrovare Ellen Burstyn, Ezra Miller (...E ora parliamo di Kevin) si conferma ideale incarnazione di nevrosi adolescenziali.

    Franco Capacchione, "Rolling Stones", Ottobre 2012

     
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  • Brian De Palma – Ciao America! e Hi, Mom! (DVD Raro Video – 2012)

    Indie-eye.it
    http://www.indie-eye.it/cinema/strana-illusione/brian-de-palma-ciao-america-e-hi-mom-dvd-raro-video-2012.html

    Di: Lisa Cecconi
    Pubblicato il 12 settembre, 2012
    In news, recensioni, strana-illusione

    Brian De Palma, ovvero la forma. Nel percorso autoriale del regista quella di manierista è un’accusa ricorrente. E non c’è dubbio che la ricercatezza dello stile, la sofisticata articolazione dei punti di vista, insieme alla passione citazionista e all’accuratezza della messa in scena abbiano fatto la storia del suo cinema, di una poetica riconoscibile anche quando in apparente allontanamento da se stessa. Ma l’attenzione di De Palma per le scelte espressive trova nella perenne riflessione sul dispositivo la sua imprescindibile ragion d’essere. In quest’ottica “l’alterità” stilistica delle pellicole d’esordio, nella fattispecie di Ciao America! (Greetings, 1968) e Hi mom! (1970), appare sensibilmente ridimensionata. Se i due lungometraggi, recentemente usciti in DVD per Rarovideo, si distinguono per la struttura gioiosamente anarchica e un esprit decisamente più militante non deve certo sorprendere: siamo pur sempre nel ’68 (nel ‘70 nel caso di Hi mom!), e De Palma resta uno dei più incisivi esponenti della New Hollywood. Le influenze più o meno dichiarate della Nouvelle Vague – Godard, naturalmente, ma anche Truffaut - delle controculture statunitensi, fino al teatro d’avanguardia e al cinéma-verité di Jim Mc Bride attraversano i due film tra omaggi espliciti e suggestioni. A renderli inequivocabilmente depalmiani sono i prodromi di una ricerca - quella sulla pulsione scopica e la manipolazione ad opera dei media - destinata a proseguire nelle opere successive, fino a farsi marchio proverbiale. Prendiamo Ciao America!, 30.000 dollari di budget e dieci giorni di riprese per 3 milioni di incassi e un Orso d’argento al Festival di Berlino. Il contemporaneo contesto socio-politico permea la narrazione, con i tre protagonisti, Jon (Robert De Niro), Paul (Jonathan Warden) e Lloyd (Gerrit Graham), alle prese con la visita di leva e il Vietnam che riecheggia nelle dichiarazioni televisive del presidente Johnson. Lloyd, inoltre, è ossessionato dall’omicidio di Kennedy al punto da portarselo letteralmente a letto, ricreando la scena del delitto con la sua partner sessuale. Le folli compulsioni dei protagonisti riflettono le assurde contraddittorietà dell’America coeva. Ma la criticità degli eventi storici è filtrata - non diluita - dall’ipertrofia di soluzioni stilitiche improntate alla commedia surreale. Alla decostruzione disinvolta del linguaggio di Hollywood - a colpi di jump cut, scavalcamenti di campo e interpellazione dello spettatore ad opera dei personaggi - si accompagna un vero e proprio pastiche di generi, reinterpretati in chiave grottesca: dal film politico al cinema bellico, dall’erotico fino al thriller, con soluzioni prese a prestito dal cinema muto. Il procedere per accumulo di situazioni ricorda inoltre l’andamento dei comics, con il susseguirsi di strips per certi versi autonome. Tuttavia l’intera gamma di espedienti stilistici è funzionale al sotteso discorso sullo statuto e il ruolo del linguaggio filmico, nonché sul potenziale falsificante di mass media sempre più pervasivi (la televisione, certo, ma anche il computer che decide la vita erotica di Paul). Sovrapposizione, quella dei media alla realtà, che troverà compimento in Redacted (2007), con la sostituzione di questa ad opera di un collage di frammenti sintetici, frutto di un’incontrollabile iperscopia mediale. L’affermazione dello sguardo trova la sua incarnazione in Jon Rubin, voyeur recidivo e trasversale ai due film. Se in Ciao America! lo troviamo impegnato a filmare ragazze che si spogliano, in Hi mom! Jon è reduce dal Vietnam e tenta la strada dell’hard filmando i condòmini del palazzo di fronte. (il richiamo a La finestra sul cortile è evidente come poi lo sarà in Omicidio a luci rosse). Anche Hi mom! è uno spaccato satirico sull’America, del suo sub-strato sociale e ideologico post-Vietnam. Lo squilibrio psichico di Jon, Travis Bickle ante litteram con tanto di monologo allo specchio, si alimenta delle contraddizioni di una realtà che scorre nonostante lui. La pornografia, il teatro underground, una compagnia di assicurazioni sono le strade che tenta di percorrere senza trovare soddisfazione. Ma permettono a De Palma di mettere in scena un voyeurismo generalizzato che, come nel Fantasma del palcoscenico (1974) e Omicidio a luci rosse (1984), trova espressione nello spiarsi reciproco. Se Jon è l’artefice del peep show in stile Michael Powell, egli stesso è circondato da guardoni, primo fra tutti lo spettatore. Ed è quest’ultimo che De Palma chiama direttamente in causa, interpellandolo, disorientandolo e cogliendolo in fallo per costringerlo all’opportuna distanza critica. Il punto di vista, dunque, è costantentemente mobile, sia fisicamente (grazie anche al cambio di mascherini) che concettualmente, così come lo scambio di ruoli tra attori e spettatori, cui allude anche lo spettacolo Be black, baby. Questo inserto in bianco e nero, sul modello del cinéma-verité, costituisce una delle soluzioni visive più significative del film, insieme allo split-screen (già usato in Dionysus in 69 e poi ricorrente fino a Passion) e all’accelerazione delle scene erotiche allo scopo di ridicolizzarle. Se a partire da Le due sorelle (1973) lo stile di De Palma evolve sensibilmente, per acquisire un’estetica più compiuta e folgorante, la visione di Ciao America! e Hi mom! è indispensabile per comprendere la poetica del regista che ha da poco compiuto 72 anni. L’edizione di Rarovideo presenta i due lungometraggi in versione integrale con una buona qualità dell’immagine e la possibilità di accedere direttamente alle diverse scene. Unico extra, in entrambi i casi, la video-introduzione di Bruno di Marino.

     
  • L'odio. Edizione imperdibile del cult movie di Mathieu Kassovitz: con 3 cortometraggi del regista, interviste e conversazioni sul film
    di Valerio Sammarco, "Il Cinematografo", Settembre 2011 
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  • Un Moravia da rivedere_Il Conformista_l'Unità_11.02.2012
    febbraio 2012 
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